Il silenzio
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| Attesa nel parco |
Si
dice che il silenzio sia la virtù dei forti, si dice ancora, tra gli
innumerevoli e reiterati appellativi con cui lo si vuole pervicacemente
contraddistinguere, che il silenzio sia tanto prezioso, da valere più di mille parole e addirittura ancor più
dell'oro.
Il
silenzio quindi considerato da molti come bene materiale, da tanti addirittura
elevato a qualità morale e al contempo anche dote imprescindibile di inarrivabili
guru e grandi saggi, spesso divenuti tali, non tanto per le cose dette, ma per
quelle che non hanno saputo o voluto
dire.
In
realtà il silenzio, per chi è costretto a subirlo, è tutt'altro che saggezza e
nobiltà morale, ma piuttosto superficialità e indifferenza, insensibilità e
arroganza.
Se
come esseri umani, per poterci confrontare e rapportare tra noi, non avessimo
avuto la necessità di farlo attraverso
la parola, questa non l'avremmo certamente annoverata tra le nostre dotazioni
genetiche.
Persino
il mondo animale, per comunicare, risponde a questa logica, per esempio i cani
non avrebbero avuto la possibilità di abbaiare, gli uccelli di cinguettare e i
gatti di miagolare.
Il
cane che non abbaia di fronte ad una minaccia, non è un cane saggio, è solo un
cane con qualche problema, la stessa regola che vale per simili comportamenti
degli esseri umani.
Chi
non comunica, attraverso la parola, ai propri simili le proprie sensazioni,
emozioni, esigenze e paure, non è una persona saggia, è solamente una persona
con qualche problema in più.
Il
silenzio è purtroppo un vizio molto ben camuffato da virtù, mille le sue
definizioni, mille le sue interpretazioni e mille ancora le sue manifestazioni,
ma il silenzio fa sempre e comunque male, quando tuo malgrado ti tocca di
subirlo.
A volte il silenzio può essere assoluto, divenendo per le tue orecchie ciò che il buio è per i tuoi occhi, un buio profondo e impenetrabile in cui sprofonda la tua anima che, spaurita e indifesa, si ritrova a brancolare, più vulnerabile che mai, tra gli ostacoli e le insidie che la mente crea.
A
volte invece il silenzio può essere rumore dirompente, talmente forte e
assordante da divenire insostenibile per le umane capacità.
Assoluto
o assordante che sia il silenzio smette di essere tutto ciò che è, o che
crediamo che sia, solo quando la melodia del suono, che tanto aneliamo di
ascoltare, prepotentemente si fa spazio nel buio del silenzio e con la sua voce
ci illumina l'anima.
2014

Ho letto e credo che il silenzio nella sua accezione positiva, possa ritenersi una virtù o una modalità di entrare in contatto con la parte più profonda del proprio io, se il silenzio è un silenzio voluto. Un silenzio che serve alla persona, in un periodo della propria vita per capire meglio se stesso e staccarsi da tutti i conformismi sociali. Nel momento in cui il silenzio viene imposto da qualsiasi soggetto contro la nostra volonta', non permettendoci di condividere le nostre paure, ansie o momenti felici. Questo è un silenzio che non può essere visto come saggio, bensì malato: omertà, corruzione, maltrattamenti, paura, mobbing. Questo silenzio è da combattere con tutte le nostre forze. Grazie Monica
RispondiEliminaConcordo, anche se il silenzio partecipato è migliore del silenzio autoimposto o scelto, e la condivisione è migliore dell'isolamento.
RispondiEliminaRiccardo Rescio